Vittoria Melchioni
Sono una fashion victim dichiarata e amo il mio carnefice. Da 14 anni vivo lo spogliatoio delle squadre di calcio di Serie A e B. Scrivo per Vip Mese, Vip e Gossip per diletto e sono cresciuta professionalmente a F.A.D. la rubrica del TG24.

Rilettura di una fiaba di Natale: Vicky e il Principe “Cavatappi”

Non so voi, ma io a Natale ho una regressione totale all’età dell’asilo. Adoro guardare i cartoni animati, l’accendersi e spegnersi delle lucine dell’albero mi incanta come fosse un prodigio della scienza, scrivo la lista di ciò che vorrei ricevere (e abbino foto in modo da evitare pericolosi fraintendimenti), mangio biscotti io che sto allo zucchero come Benedetta Parodi sta a Carlo Cracco. Tutto è magico a dicembre e se per me, che sono cresciuta nel Nord Est, l’apice dell’incanto si raggiungeva la notte di Santa Lucia, ora il giorno in cui tutte diventiamo Clara e aspettiamo il nostro Principe (“Schiaccianoci” un tempo, “Cavatappi” adesso ) è sicuramente la Vigilia di Natale. Quindi tulle, tulle, tulle, come se La Scala, il San Carlo, l’Opera e la Fenice chiudessero i battenti per sempre. E poi oro, velluto, rosso e verde inglese. E sicuramente qualcosa di particolare tra i capelli. L’acconciatura che vi propongo oggi è un po’ complessa, ma si è mai vista una principessa presentarsi con dei “bed hair” in stile Kate Moss?

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Diana Vreeland l’imperatrice della moda

“I suoi racconti sono più fatti o fiction?”- “Faction!”. Questa è una sola delle brillanti risposte che Diana Vreeland ha dato durante le innumerevoli interviste che l’hanno vista protagonista. All’eccentrica direttrice di Vogue, con un passato ad Harper’s Bazaar, è dedicato un docufilm proiettato ora in alcune sale selezionate. Grazie a Vogue Italia ho avuto la fortuna di poter partecipare all’evento organizzato alla cineteca di Bologna e apprezzare sul grande schermo quest’opera fortemente voluta dalla nipote della Vreeland, Lisa. Unica depositaria del dono visionario di saper proporre al pubblico non ciò che desiderava, ma ciò che non sapeva ancora di desiderare, la Vreeland durante i suoi cinquanta anni di “regno” come imperatrice della moda (“io non sono una fashion editor, sono la fashion editor” – amava definirsi) ha lanciato modelle come Twiggy, Veruska, Penelope. Ha fatto da stylist a Jackie O’, ha lanciato innumerevoli trend e fatto diventare capisaldi del fashion lo smalto rosso e la stampa animalier.

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Giuseppe Zanotti New Opening

Un nuovo immenso paradiso riservato solo alle collezioni femminili. Questa è la brandnew boutique di Giuseppe Zanotti in via Montenapoleone al numero 8. Un mix architettonico di avanguardia e neoclassicismo, con marmi, moquette, specchi,ottone e sapienti giochi di luce già in precedenza adottati per i monomarca di Dubai. Hong Kong e Venezia. Lo shoes designer più amato dalle celebrities ha dato un party per festeggiare l’evento a cui hanno partecipato tutte e tutti i suoi addicted, alcuni dei quali hanno sorvolato un oceano per partecipare all’evento. La coppia più paparazzata è stata quella formata da Melissa Satta e Kevin Prince Boateng il quale indossava un paio di sneaker dell’ultima collezione Homme firmata da Giuseppe, mentre la ex velina indossava sandali open toe con frange.

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Evoluzione del riccio: da Downton Abbey a Kate Moss

Se mi cercate di domenica mi trovate sicuramente a Downton Abbey. Eh sì, pure io sono stata contagiata dalla febbre british causata da questo polpettone in costume ambientato appena prima e durante il primo conflitto mondiale. Forse perché descrive un mondo con regole ben precise (soprattutto con dress code imprescindibili) che per una “rigidona” come me equivale all’Eden … forse perché inside siamo tutti irrimediabilmente degli snob, come sostiene Lady Violet, e abbiamo tutti l’esigenza di avere almeno una persona da guardare dall’alto al basso… fatto sta che dopo la prima serie andata in onda lo scorso dicembre, da due settimane ho rindossato il mio corsetto e i miei mutandoni e sono tornata nello Yorkshire. Protagonista del drammone è Mary Crawley, figlia maggiore dei conti di Grantham, una giovane avvenente, intelligente e ambiziosa, dotata di un certo, anche piuttosto presuntuoso, edonismo, nonché la figlia sulla quale i genitori ripongono maggiormente la speranza di un matrimonio facoltoso. Mary ha una cameriera personale Anna che, nonostante il divario sociale, è trattata come un vero e proprio componente della famiglia. Le scene più intime tra le due ragazze avvengono sempre al momento del cambio d’abito o del trucco e parrucco.

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Edimburgo reale e ribelle per Chanel

Ho vissuto più di un anno e mezzo in Scozia ai tempi dell’Erasmus e quando ho visto l’invito per la sfilata della pre-collezione autunno inverno 2013-14 di Chanel, senza neanche leggere ho detto:Linlithgow. A una quarantina di chilometri da Edimburgo sorge il palazzo reale dove è nata Maria Stuarda e non mi ha stupito che il più ribelle e conformista al contempo degli stilisti, Karl Lagerfeld, abbia scelto proprio quel borgo nel West Lothian per ambientare la sfilata Paris-Édimbourg Métier d’Art (dei Mestieri d’Arte) che ogni stagione valorizza i preziosi laboratori che collaborano con Chanel per la sua Haute Couture. I “métiers” sono tutti quei lavori artigianali di alta manualità che permettono ai capi di diventare vere e proprie opere d’arte. Chanel omaggia così i suoi preziosissimi collaboratori: Lesage che intesse pizzi e ricami, Lemarie che fornisce all’atelier le piume o Massaro che crea le scarpe su misura.

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