Beata ignoranza

Opening Giardinetti

 

Se non avete bambini probabilmente vedete i giardinetti come un luogo qualsiasi. Magari vi fermate lì una mezz’oretta a leggere. Beate voi. Ma se avete dei figli tra gli 0 e 10 anni questo è il luogo dove svilupperete relazioni, troverete nuove amiche e se siete fortunate, come lo sono io, aspetterete di svernare dopo un lungo, lunghissimo inverno fatto di pomeriggi in casa a domare le iene. Dopo assidua frequentazione ho stilato le 10 cose da sapere se volete frequentare il parchetto con piacevole costanza.

1) Ai giardinetti l’abbigliamento è informale, che però mica vuol dire vengo giù in pigiama con la pinza sui capelli. Un minimo di decoro è sempre gradito. Primo perchè i bambini ti guardano. Secondo perchè i parchetti sono pieni di papà con i figli. Terzo c’è sempre chi porta a spasso il cane.

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Perchè le bloggers non sono un accessorio: storia di un’occasione mancata

Ieri sera all’evento organizzato da Pandora per la premiazione del contest Woman Like you mi sono sentita in forte imbarazzo. E ne voglio parlare qui perchè credo che ci sia bisogno di un messaggio forte e chiaro su come si coinvolgono dei comunicatori in un evento e cosa significa metterli parecchio a disagio. Penso ci sia un bisogno endemico di tutto il settore PR di capire cosa vuol dire rapportarsi con il mondo dei digital influencers. E come non farlo.

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Caro ufficio stampa ti scrivo…

 

Ciao ragazzi,

lo so che fate un lavoro duro e che non è facile avere a che fare  con noi. Specialmente oggi che il mondo è cambiato e le giornaliste non son più quelle del colophon del giornale. Capisco che la situazione si è fatta ancora più ingarbugliata a causa dei sempre più numerosi bloggers che chiedono informazioni e attenzione. E non sempre nel modo più corretto. Capisco anche che spesso magari siete in stage, sottopagati e oberati di lavoro. E mi dispiace perchè fate un lavoro duro e perchè siamo legati a doppio filo. Se voi non ci date le notizie, o non ce le date nel modo corretto, noi poi non scriviamo. O scriviamo male. O peggio ancora per una persona che si è svegliata inversa ci va di mezzo un brand, che magari paga un titolato ufficio stampa perchè le sue notizie vengano diffuse e non con quell’aria di sufficienza che talvolta assumete. Visto che le sfilate si avvicinano e scatta il momento delirio, vorrei fare delle puntualizzazioni che in parte mi riguardano, ma da quello che sento in giro, ci toccano un po’ tutte, noi professioniste anomale del 2.0. E mentre scrivo so con assoluta certezza, perchè ho avuto il piacere di costruire rapporti solidi e duraturi, che ci sono pierre favolosi che rendono il mio lavoro più semplice, aperti e web oriented. E a loro dico grazie.

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L’amore ai tempi del web 2.0, arriva HeTexted

Ti arriva un sms da quel ragazzo carino che mangi con gli occhi da qualche tempo, lo leggi. Lo rileggi. Chiedi aiuto alle amiche e così scatta il “toto messaggio” alla scoperta del mistero celato dietro quelle tre parole in croce, digitate da quell’esponente del sesso opposto che tu proprio non riesci a capire.

Ragazze di tutto il mondo rallegratevi! Basta con quei patetici momenti alla Maga Magò alla ricerca della soluzione, neanche fosse il mistero celato dietro al Sacro Graal. Niente più estenuanti sessioni di chiacchiere psicologicamente perverse tra ragazze.

Due ragazze americane, Lisa e Carrie (che ha lasciato il suo “patinatissimo” posto di lavoro a Glamour USA per lavorare al progetto)  hanno escogitato un metodo facile per avere una risposta veloce alla spinosa domanda “cosa avrà voluto dire?”

Si chiama HeTexted ed è il sito delle meraviglie per scoprire se il boyfriend di turno è interessato a te o sta solo giocando.

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Happy Male: la prima app rassicura maschi

Si chiama “Happy male” e il nome è già tutto un programma. Happy sta Home Autovalutative Penile Personal Index ed è la prima applicazione per iPhone pensata per rendere più “felici” gli uomini, rassicurandoli su dimensioni e forma del proprio organo sessuale. Gli uomini sono in crisi e sappiamo tutte che anche il più sicuro di loro, almeno una volta, deve aver pensato, valutato, guardato, misurato ( non dite di no, non ci crediamo). E su questa atavica insicurezza  dell’universo maschile la società svizzera Tradapharma ha ideato un innovativo sistema applicativo di apprendimento “casalingo” che non richiede altro che un semplice telefonino iPhone.

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