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Naj-Oleari, gli anni 80 e la nostalgia canaglia!

Siete pronti a partire? Questo è un viaggio che ci riporta indietro nel tempo, alla nostra adolescenza, quel periodo che pareva così complicato e invece, a guardarlo adesso, ahi nostalgia canaglia. Greve di aspettative, incasinato.

Eppure. Io abitavo in provincia, tutto arrivava dilatato nel tempo. Guardavo Milano come la mecca. Ero già bella inquieta e sentivo che io lì, non ci sarei stata.  Ero una spilungona con l’apparecchio ai denti. Sopra e sotto. Piatta come una tavola da surf e con le lentiggini. Avevo una cotta per un ragazzino più grande che ovviamente mi ignorava, scrivevo diari segreti e intrattenevo rapporti epistolari su carta profumata con molte amiche lontane.

C’erano i poster in cameretta, io ne avevo uno degli Wham e uno di River Phoenix, che brutta fine, poveretto. Nelle radio giravano due pezzi, emblema di una generazione. Le due fazioni erano ben divise tra Wild Boys dei Duran Duran e Through the Barricade degli Spandau Ballet. Clizia Gurrado scriveva “Sposerò Simon Le Bon”, io però preferivo John Taylor. I ragazzini indossavano il Moncler, le cinture del Charro e le Timberland ai piedi. Le ragazzine includevano nel loro look ( o bramavano ardentemente di ) qualcosa Naj-Oleari. Io avevo una cartella rosa- mamma non l’hai buttata vero?- che mi ha accompagnata dalle medie alle superiori. Quanto mi piaceva. E qualche scampolo di stoffa, che qualche amica più ricca riportava dal negozio di Milano e che noi attaccavano come “toppa” sui jeans.  Adoravo la stampa con le apine e quella con le palmette.

L’avrei tradita a breve, Naj-Oleari, la moda dei paninari e i ragazzini con Moncler. Mia mamma aveva portato a casa un disco ( si, c’era ancora il vinile) di una certa Madonna. Si chiamava “Like a Virgin” e lei aveva un corpetto meraviglioso, mille croci alle orecchie, una gonna di tulle e io non volevo nient’altro che somigliarle. Ma questa è un’altra storia.

ps.

Naj-Oleari festeggia il 101° compleanno e si ripropone sul mercato ripercorrendo e innovando la filosofia che lo ha caratterizzato negli anni ’80: una collezione di borse, shopper, cartelle e portafogli ricca di fantasia, dove l’intensità cromatica sposa l’armonia delle forme. I soggetti richiamano una natura fantastica:granchietti, pesciolini, ballerine, croissante tartarughe. I colori sono quelli che da sempre contraddistinguono il marchio: azzurro, lilla, rosa, verde declinati in più tonalità e a contrasto tra loro.

Pronte a rivivere gli anni ’80?

Italian fashion journalist. Blogger @fashionblabla. Founder of #fashioncamp.