Giù le mani dai bambini: Giovanni Gastel per Il piccolo principe
Quando Paola mi ha invitata a fare un salto all’inaugurazione della mostra fotografica di Giovanni Gastel per il Piccolo Principe mi ha convinta subito dicendomi ” guarda, credo che ti piacerà. C’è bisogno di sensibilizzare su questo tema. E poi tu sei una donna e una mamma, chi meglio di te?” Eh già. Ma francamente non mi aspettavo di rimanere così profondamente turbata dalle immagini e dalle parole che raccontano la storia di abusi subita dai bambini e dai ragazzi ora ospiti delle case accoglienza gestite dalla onlus Il piccolo principe. Questa mostra è un pugno allo stomaco: è impossibile rimanere solo spettatori . Io ho pianto già dalla terza riga della prima storia fotografata. I 28 scatti realizzati dal bravissimo Giovanni Gastel ritraggono i protagonisti con i volti coperti: un modo che ho trovato diretto e allo stesso tempo delicato. Non c’è bisogno di vedere quel bambino in particolare, perchè ognuno di loro rappresenta molti altri bambini nella stessa condizione. Le parole dei bambini tagliano come lame e tracciano il confine tra la loro indifesa infanzia e le colpe degli adulti: violenti, disattenti, molesti. O anche semplicemente incapaci. Incapaci di costruire quelle oasi di felicità fatte di abbracci, routine, sgridate, allegria e sicurezza delle quali ogni bambino ha bisogno per sentirsi a casa. E che fortunatamente alcuni di loro hanno potuto ritrovare, seppure con modalità differenti da quelle di una mamma e di un papà, nelle strutture che li ospitano.
The Little Black Jacket: l’omaggio di Karl a Chanel
L’appuntamento è dei più golosi: una mostra fotografica per festeggiare i sessant’anni di”The little black jacket”, il capo icona creato da Coco Chanel nel 1954. Una serie di ritratti fotografici, per l’esattezza 113, realizzati da Karl Lagerfeld, immortalano alcune tra le più riconoscibili donne del nostro tempo mentre indossano la famosa giacca nera di Chanel. Fuori piove che sembra inverno e la fila per l’ingresso sotto goccioloni gelidi mette qualcuno di cattivo umore, in francese però, ma una volta entrati ci si dimentica di tutto. L’allestimento è minimale, ma non serve nulla di più. La Rotonda della Besana, a mio avviso una delle location più suggestive della città, è completamente illuminata di azzurro ed è evocativa e romantica. Le fotografie sono splendide. Mi colpisce Uma Thurman, una delle mie preferite, ma anche Vanessa Paradis e Daphne Guiness. Non so dove guardare, sono davvero tutte bellissime. Il bianco e nero si impone come codice, il glamour è sotteso ad ogni scatto, ma credo che la vera bravura sia stata tirare fuori l’anima di ogni personaggio fotografato.
Lezioni di stile
Un paio di settimane fa ho avuto il piacere di partecipare in qualità di “docente” ai salottini che Calicanto Day Spa organizza mensilmente. I temi trattati sono ogni volta diversi e il mio è stato dedicatao allo stile. Grazie alla partecipazione di Pinko abbiamo scelto tre outfit per tre diversi momenti della giornata: outdoor, appuntamento di lavoro e cocktail. Dopo una breve chiacchierata sui capisaldi , cioè su come sentirsi bene nei propri abiti, e una overview sui 10 capi fondamentali dentro ogni armadio, abbiamo giocato agli stylist per una serata.
Lardini: vi presento il mio nuovo MUST HAVE
Inizio col dire che questo non è un pubbliredazionale. L’incipit è dovuto perchè userò toni entusiastici. Ma quando capita che mi innamoro io lo faccio sul serio e di solito sono una fedele. Lardini è un marchio che fino a quest’anno ha lavorato sulle collezioni uomo. Sia per conto terzi che per la propria linea. Un sartoriale classico di grande finitura, che credo vada capito per essere apprezzato fino in fondo. Il made in Italy che non sbaglia e nonostante il vento che tira produce numeri positivi che la dicono lunga sulla qualità che vince. Ma quest’anno ha presentato la sua prima collezione donna ed è stato un coup de foudre: pochi pezzi. Classici di quel classico che è tremendamente understatement ma come l’eleganza, senza tempo.
Go Vintage
Più cresco e più mi piace il vintage. In questo momento ho una spiccata adorazione per la bigiotteria americana anni 50, faccio incetta di borse usate nei mercatini ( da anni) e anche il mio stile in generale risente molto delle influenze dei decenni che furono. Questo vale anche per le scarpe: ho scovato questo modello di Nike Blazer che entrano di diritto nel mio guardaroba. Assieme alle Converse verde acquamarina in tela e ( non ditemi niente) alle Vans panterate su fondo giallo fluo.







