Style

Roberto Cavalli P/E 2011

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È da poco terminata la sfilata di Dsquared2, quando al volo prendo un taxi per andare a quella di Roberto Cavalli. La location scelta per la sfilata che celebra, tra l’altro, i quarant’anni di carriera dello stilista fiorentino, è l’arco della Pace. Confesso la mia ignoranza al taxista che mi spiega come l’Arco della Pace di Milano e l’Arco di Trionfo di Parigi siano i due estremi, voluti da Napoleone, della lunga via che va da Milano a Parigi, un po’ come la moda, che dopo Milano conduce tutto il carrozzone al prèt-à-portèr parigino. Non so se sia realtà o leggenda, ma la storia è così suggestiva da non indurmi a ulteriori domande.

In effetti quando di fronte a me si palesa l’Arco della Pace in tutta la sua imponente magnificenza, non posso che trovare location più perfetta per questa sfilata evento. Una tensostruttura allestita proprio sotto il magnifico monumento, white carpet ad accompagnare gli ospiti verso l’interno. Dentro la sala è gremita, tutti gli spazi sono occupati in ogni ordine di posto e numero. I front row sono quelli delle grandi occasioni: non solo tutto il top della stampa italiana e internazionale, da Anna Wintour a Rosanna Cancellieri, da Anna dello Russo a Milena Milani, ma anche il top delle celebrities internazionali, da Leona Lewis a Laetitia Casta passando per Paola Barale e Blake Lively, da Nadege a Sasha Pivovarova a Milly Carlucci (un po’ troppo botox, credo, o stanchezza) e Ilaria D’Amico (fisico perfetto), Filippa Lagerback (bellissima dal vivo) e l’attesissima Elisabetta Canalis.

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La luce entra dal tetto trasparente del tendone: la pioggia mattutina ha lasciato spazio ad un bel sole settembrino. Parte la musica, inizia lo show. Sembra guardare al futuro mantenendo il legame con le sue origini la donna di Roberto Cavalli per la prossima P/E 2011: è una guerriera metropolitana, forte, indipendente, fiera. Frange ovunque, anelli dècor, cuciture a vista, intrecci a rete per abiti nei colori della polvere, dal cipria al grigio perla al lavanda con qualche tocco di nero; fatico a vedere bene le modelle, ma la musica scandisce il ritmo della passerella e continuano le uscite di look con borse a tracolla di cocco, pitone, pelli comunque pregiate, decorate di frange, pietre, perline. Una donna selvaggia e al contempo femminile, che indossa sandali con listini sottili e porta i capelli dritti come spaghetti. Il make up è d’impatto: base molto chiara, occhi e sopracciglia molto segnate, labbra neutre.

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Alla fine è standing ovation, tutti in piedi ad applaudire la carriera straordinaria di quest’uomo, che, piaccia o meno, ha avuto il merito di liberare la donna dal ruolo di angelo del focolare, facendone una donna sexy, volitiva, indipendente e consapevole. Mi guardo intorno e tutti sono in piedi ad applaudire: ho la pelle d’oca, e la sensazione di aver partecipato ad un evento la conferma il fatto che addirittura Miss Wintour batte per due volte le mani. E se lo fa lei…

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E ora, via, lungo la strada che porterà a Parigi.(Elena Schiavon)

Padovana di nascita, una laurea in Scienze della Comunicazione e un MA in MediaManagement; le parole sono i miei attrezzi quotidiani, la curiosità il motivo delle mie giornate.

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