Style

Elena Mirò sfilata P/E 2011

La sfilata di Elena Mirò

Si respira una certa attesa nei momenti precedenti la sfilata di Elena Mirò, e due sono i motivi principali che alimentano questa attesa. Il primo è dovuto al fatto che la collezione di Elena Mirò sfila fuori calendario, la seconda è perchè, paradossalmente, questa esclusione ha aumentato l’attesa e la curiosità nei confronti di questo marchio che veste donne “normali”.

Se nei giorni scorsi la polemica e la protesta montata sul web per l’esclusione da parte di Camera della Moda dal calendario ufficiale, oggi c’è stata la risposta a questa esclusione, che pare non avere una motivazione ufficiale, “Evidentemente le donne vere fanno ombra alle modelle grissino e, attraverso i ritorni mediatici, oscurano la presenza di molti stilisti.” dicono dall’ufficio stampa. Se poi, con questo dubbio nella mente, andiamo a ritroso e andiamo a ripescare il Manifesto nazionale di autoregolamentazione della moda italiana contro l’anoressia, firmato e sottoscritto da Camera Moda, Alta Roma e Ministero per le politiche giovanili, nel 2007, a dubbio si aggiunge dubbio.
Il backstage della sfilata di Elena Mirò

Sono in molti ad attendere questa sfilata, e tra questi ci sono io, che sono curiosa di vedere dal vivo queste modelle “plus size“. Dopo aver incrociato Elio (di Elio e le storie Tese) qui i veste di ospite, mi dirigo nel backstage dove le modelle sono alle prese con truccatori, hair stylist e make up artist. Con il loro accappatoio in spugna corto, non sembrano davvero delle ragazze “fuori taglia”, tutt’altro. Sono delle belle ragazze, alte, formose, femminili, e, attenzione, sorridenti. Mi avvicino ad Ameba, modella newyorkese, e le chiedo le sue misure: 90-70-104 per 1.78 mt di altezza; non c’è nulla di anormale! Altre modelle come lei hanno una fisicità morbida e sensuale, e non hanno nulla fuori posto: hanno perfino la cellulite e la pancetta, proprio come molte di noi. E me lo conferma Mara Maionchi che, con il solito piglio ironico, mi dice “A me sembrano tutte delle grandi gnocche. A mio avviso, comunque, non c’è un modello di bellezza universale, ognuno ha la sua bellezza”. 

La sfilata di Elena Mirò

Make up e hair styling si ispirano alla moda degli anni cinquanta, con il volume dei capelli che monta verso l’alto: e se la capigliatura non basta ci pensano le ciocche posticce a creare l’effetto BB, fissate magari da un foulard che, come una fascia, fissa il tutto. Eye liner a coda di rondine e labbra rosa: devo dire che questa soluzione si adatta perfettamente al fisico di queste ragazze, che ricordano le dive maggiorate dell’epoca d’oro del cinema italiano. Modelle solari e morbide che portano in passerella una collezione che si ispira alle forme degli abiti anni cinquanta, con la scena dominata da una veduta di Positano. Belle le zeppe in rafia bianche e grigio perla, i bauletti rigidi di paglia intrecciata, le gonne a ruota e il foulard tra i capelli. D’effetto le maglie morbide in tulle trasparente, che superano l’effetto vedo/non vedo in favore di un “vedo tutto” che suscita qualche applauso tra il pubblico. Colori dominanti il polvere, l’azzurro carta da zucchero, il grigio perla, il bianco che richiamano i colori delle terre a cui la designer del marchio si è ispirata.(Elena Schiavon)

Photos by Bibinwornderland

Su Flickr le foto del backstage e della sfilata

Padovana di nascita, una laurea in Scienze della Comunicazione e un MA in MediaManagement; le parole sono i miei attrezzi quotidiani, la curiosità il motivo delle mie giornate.

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