Art à porter: quando i bijoux fanno la differenza
Pensare di poter avere un vasto assortimento di gioielli, manco fossero caramelle… è praticamente impossibile.Questa è la ragione per cui ho sempre avuto una particolare addiction (se non vogliamo dire vera e propria ossessione!!) per la bijouterie.Fatto salvo che in tutto ciò non rientrano assolutamente i pezzi vintage, che ho negli anni “chiesto in prestito” a mamma, nonna e zia, e che chiaramente per me appartengono alla categoria di gioielli veri e propri, ho affinato una tecnica di scelta per pezzi evergreen, che andrò subito a condividere con voi.Sono brava io. Checché se ne dica… Intanto, vige la regola, che, se mettiamo una collana vistosa, ovviamente non metteremo degli orecchini, e allo stesso modo faremo per anelli e bracciali.
Fatto salvo questo brevissimo regolamento, andiamo ai nomi.
In Italia, per nostra immensa fortuna abbiamo alcuni tra i migliori creatori di “arte à porter”, sia per la foggia, che per la realizzazione ( quasi sempre artigianale) oltre che per la scelta dei materiali.
On the top, per affezione, metto Ida Callegaro, che crea bijoux ispirati a donne forti e coraggiose, che non hanno paura di esprimere chi sono e cosa vogliono, con ironia e vitale allegria.
Questo non mette assolutamente in secondo piano l’attenzione per i dettagli, come dimostra la collana della foto in apertura, realizzata con piume colorate, cristalli e passamanerie meravigliosamente abbinate. Un insieme armonico, ma molto coraggioso.
Anche per i bracciali, andremo sul sicuro. Un Caputi è per sempre.
Ora, il fatto che li portino tutte le fashion stylist, editor, e le blogger (noi) che contano, non vi dice nulla!?
E’ la storia dell’alta moda, nella realizzazione di gioielli (semi)preziosi. Angela Caputi mescola materiali, colori, e forme, come in un dipinto impressionista, regalandoci creazioni senza tempo, che saranno moderne anche tra venti anni-lo sono addirittura dagli anni Settanta-
Inevitabile consigliare l’acquisto del più che mai citato bracciale a catena.
Piuttosto, che so, di una delle sue collane scultura, realizzate in corallo ed onice, o dei bracciali “ricamati”, come fossero pizzi antichi. Infatti a questo punto la scelta diventa difficilissima. Ma se proprio vi trovate con l’acqua alla gola, ricordate che two is meglie che uan! (e quando ci vuole ci vuole!)
Un altro nome da tenere presente è D’Eusebio. Neonato brand (meglio definirlo atelier) che realizza a mano delle creazioni molto molto femminili. Mi sono spessissimo soffermata a guardare i loro orecchini realizzati, rigorosamente con un mix di pietre dure e cristalli colorati, luminosi, ma con un mood molto romantico.
Arrivati a questo punto, non vi resta che scegliere, e comprare, con fermezza, il pezzo che meglio esprime la vostra personalità, perché, se come credo io, l’abito fa il monaco, mai e poi mai vorrei ricordarmi accessoriata da bijoux senza personalità!
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alicevr
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Tina Telli
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Jurgita
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Marghe
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