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Lola, frimousse avec frisson

Lola by Ricardo Tisci per Givenchy

Non si chiama bambola di pezza, pigotta, rag doll. No no no. Si chiama, e si dice in francese, frimousse. Già sembra una cosa “n” volte più lussuosa. Questa è Lola, di Givenchy, disegnata da Riccardo Tisci. Lo scopo di Lola, e delle altre frimousses, è raccogliere fondi che l’UNICEF Francia impiegherà per vaccinare bambini nel Darfur. Le dolls, tutte, eccole qui.

Recita il comunicato stampa che Riccardo Tisci ha creato la doll ispirandosi al suo modello “Natasha Poly” della scorsa collezione A/I 2010. Ovviamente, creato nel senso di ideato: le frimousses vengono cucite, imbottite, dipinte e confezionate da volontarie-volonterose.

Bambole & beneficenza è un binomio che funziona – nel piccolo ambiente delle community di doll collectors che scelgono di finanziare piccole onlus e ONG controllabili, su su fino alle mega-organizzazioni capaci di coinvolgere grossi nomi in eventi di estrema risonanza che rimettono cospicui proventi al sostegno di grandi cause… non senza ricavarne della meravigliosa pubblicità o, siamo più soft, un valido ritorno d’immagine. E un brivido di bontà – pardon, un frisson.

L’edizione 2011 vede le bambole offerte da Torrente, Sonia Rykiel, Prada, Lolita Lempicka, Givenchy, Escada, Christian Dior, Elie Saab, Chanel, Armani, Agatha Ruiz de la Prada.

L’esposizione delle frimousses chiudeva oggi, ma non l’asta: per quella c’è tempo fino al 12 dicembre. GO !

Daniela Ferrando

Copywriter & consultant, anomala collezionista di fashion dolls.Non accumulo bambole, ma cerco e promuovo segni della loro presenza nella moda, nella creatività, nelle sensitive issues del nostro tempo.

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