L’astonave Balenciaga parte lasciando i potenti direttori per terra
Il Dio del Fashion System esiste e ha anche un bel senso dell’umorismo. Così devono aver pensato le centinaia di ospiti/giornalisti a cui alle sfilate sono sempre destinati i posti in piedi (i famosi e temutissimi se si indossa un tacco 12 “standing”) quando ancor prima che iniziasse la sfilata di Balenciaga, sono crollate le panche destinate al gotha del giornalismo e del “vippume” d’oltralpe. E così Anna Wintour, Catherine Deneuve, Isabelle Huppert, Charlotte Gainsbourg, Salma Hayek e consorte Francois Henry Pinault si sono ritrovati tutti in “standing” sebbene nel front row.
Nicolas Guesquière non si è lasciato influenzare dall’accaduto e ha mandato in passerella una collezione dal grande impatto visivo che ricorda nei tagli e nelle grafiche i costumi di scena di Star Trek o dei Visitors con giacche molto strutturate, in silver quasi catarifrangente con applicazioni geometriche in colori a contrasto.
Al contrario del Capitano Spock, non sono indossate su tutine aderenti, ma su maliziosi shorts con la vita molto alta tanto da assomigliare più alle culottes anni’50 che ad una mise futurista. Non mancano i pantaloni, anch’essi dal sapore retrò a aderenti e a vita alta strizzati da una cintura inserita in passanti larghissimi.
Unico vezzo, oltre al tessuto lucido, una tascona posizionata sul fianco. Grande attenzione agli accessori: borse minimal dalla forma squadrata, portate a mano, ma dotate di tracolla. Ai piedi della modelle, tronchetti dotati di spoiler laterali, stivaloni con cerniera frontale e sandali metallizzati con ramié fermati alla caviglia da vari cinturini.
Finale con cappelli a falda asimmetrica che tanto ricordano l’elmo di Dart Fener di “Guerre Stellari” e che arrivano a coprire le spalle. Lunghi gonnelloni in tessuti tecnici, paillettes, lavorate con piccole frange stile charleston completano la mise en scène. Con il pubblico ad applaudire tutto in piedi, suo malgrado.





