Balmain è un paese per ricchi
Che una t-shirt di puro jersey di Balmain costi come un appartamento a Forte dei Marmi il mese d’agosto è cosa ormai risaputa. Ma che in tempi di crisi sbandierata su tutto il globo terracqueo Olivier Rousteing, raccolta l’eredità di Christophe Decarnin finito in rehab, si ostini a mandare in passerella capi che verranno indossati solo a Dubai sotto il Niqab, non è del tutto comprensibile.
La collezione per la prossima estate non pensiona l’indole rockettara (le frange si sono moltiplicate e il binomio skinny pants e t-shirt è sempre più inscindibile), ma l’aggroviglia un po’ di più con tutta una serie di intarsi e di lavorazioni complicatissime della pelle. Capi completamente ricamati, ridondanti di decorazioni abbinati ai jeans un po’ sdruciti, alle t-shirt sformate e alla solita camicia bianca. Basici i colori: azzurro e bianco per camicie e t-shirt, nero per le mise più rock, gold per giacche dalle spalle ricercate, per le mini a vita alta, per i pantaloni con orlo alla caviglia e ovviamente per tutti i ricami e dettagli degli intarsi e degli intrecci.
Spunta qualche fantasia fiorata su giacchine, mini dress e t-shirt morbide. Tutte le diramazioni dell’albero genealogico Balmain ci sono e come al solito il ramo predominante è quello dei pantaloni aderenti in pelle abbinati alla giacca dalle spalle con taglio sartoriale ipermoderno.
Insomma l’uniforme delle celebrities è stata riproposta pure per la prossima stagione. Oro anche per gli accessori a partire dalle cinturone con fibbia da campione dei pesi massimi, passando per quelle lavorate a treccia o spina di pesce arrivando i bracciali rigidi alla schiava (anche questi con una lavorazione pazzesca degna del più bravo orafo etrusco).
Ai piedi: stivaletti leggermente sopra la caviglia con tacco a cono (ricoperto e lavorato oppure semplice), punta ricoperta di borchie o spuntati che lasciano intravedere il piede nudo, intarsi dorati o motivi grafici creati con intrecci di vari pellami in colori a contrasto (bianco e nero su tutti). Mani in tasca o libere per la ragazza Balmain che non ha sicuramente bisogno della borsa o del portafoglio.






Sono assolutamente d’accordo con il commento, anzi penso che il cambio di designer non abbia portato nessun giovamento ad un marchio che in poche stagioni senza apparente motivo è salito alla ribalta con prezzi folli e che ormai da 2 stagioni manda in passerella proposte ridicole che tutti i low cost hanno già copiato.
Inoltre lo stesso brand per sopravvivere ha avuto necessità di una seconda linea Pierre Balmin e questo la dice lunga sulla totale mancanza di concetti.