Senza categoria

46 – capitolo sei-

carmen-palermo-0074

 

 

Il primo giorno di sfilate, Carlo si presenta puntuale sotto casa di Anita. Citofona e lei gli dice cinque minuti, che si trasformano in mezz’ora di ritardo.

Carlo guida sudato, con l’aria fredda che si insinua nella schiena e lo fa rabbrividire. Le dice che è bellissima, le stringe il ginocchio con la mano per rassicurarla. È emozionata, la grande occasione è a un passo, in pochi giorni le hanno costruito davanti agli occhi un sogno e non vuole svegliarsi.
In Melchiorre Gioia, un semaforo che Carlo conosce bene, il cui rosso dura un’eternità, diventa giallo. Accelera, non possono perdere altro tempo. Il rosso scatta poco prima che attraversino la linea di stop. Un taxi da destra parte con leggero anticipo, si fionda nel mezzo dell’incrocio, somiglia a un trampolino o a un muro da abbattere a tutta velocità. Ci sono il grido di Anita a spezzare il silenzio e la determinazione di Carlo a non farsi fermare da nessuno.
I due mezzi carambolano sull’altro lato della carreggiata, la loro corsa è arginata da un paracarro di cemento armato. Lamiera avvinghiata ai corpi, un abbraccio mortificante.
Carlo e il tassista scendono illesi, osservano per un attimo la scena, un disastro per cui non ci sono parole. La portiera di Anita è aperta, il busto riverso sul marciapiede. Carlo corre da lei con la sensazione spiacevole che sia troppo tardi, e che il ritardo non abbia più importanza. Le sfila la cintura di sicurezza, un rivolo di sangue fuoriesce dall’orecchio, sul viso tagli le imbrattano la bocca e gli zigomi.

 

Enzo Gianmaria Napolillo-riproduzione vietata

 

Italian fashion journalist. Blogger @fashionblabla. Founder of #fashioncamp.

Write a comment