Test Twizy: positive vibes!

Con Daniele Liotti

Essere green non è più un’opzione da fighetti, ma una necessità quotidiana. Se a questo aggiungiamo che fare un pieno costa quanto una Birkin, capirete che le auto elettriche sono una risposta che merita più di un pensiero. Sabato sono stata coinvolta da Renault nella prova della nuovissima Twizy- il primo urban crosser 100% elettrico -che ho avuto il piacere di testare su strada assieme a Daniele Liotti durante l’ultima tappa dell’iniziativa “Share the Positive Energy”. Impressioni?

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Principesse

Il principe azzurro - The Fallen Princess ph. Dina Goldstein

Cara nadiolinda,

sono incinta. Ancora non so se sarà un lui o una lei; eppure non riesco a non pensare al momento in cui dovrò affrontare l’argomento favole. Io sono cresciuta pensando di essere una principessa e ho atteso invano per una vita intera un principe azzurro bello e impavido che mi regalasse la felicità per sempre insieme. Ho invece incontrato lupi, draghi e stregoni, bugiardi e traditori, che mi hanno spezzato il cuore e creato un sacco di problemi. Mi chiedo se non sia ora di spezzare la catena. In fondo, vista la nostra esperienza, non sarebbe meglio un mondo senza principesse?
(Nora)

Cara Nora, principesse e streghe vivono nella stessa fiaba perché sono esattamente la stessa persona. La fiaba non serve per raccontare a parole alle bambine che un giorno arriverà un bel principe e le salverà da una noia lunga cent’anni, bensì per inculcare loro un’idea ben più sudbola: quando sono belle e buone (come la principessa) allora sono amabili; quando sono autoritarie e indipendenti (come la strega e la matrigna) allora nessuno le vuole. Sono gli occhi di un uomo quelli che possono stabilire da che parte sta la donna. Ma il bello sta proprio in questo: svegliarsi da sole e capire che le principesse sono innanzitutto persone e non monoliti di perfetta arrendevolezza.

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Les couleurs de la beauté: L’Oreal blogger event

 

Sabato sono stata invitata alla presentazione della nuova linea make up di L’Oreal Paris “Les couleurs de la beauté”. Nella sede milanese abbiamo avuto il piacere di testare per prime la collezione e sperimentare con mano come realizzare un make up Grafic Chic sotto l’occhio attento del maestro Simone Belli, a capo del team make up artist de L’Oreal e truccatore personale di alcune delle più importanti giovani attrici del cinema italiano. E partiamo dal cinema, perchè il legame tra L’Oreal e il cinema è strettissimo. Proprio quest’anno L’Oreal festeggia il quindicesimo anniversario in veste di sponsor del Festival del Cinema di Cannes e da quattro anni è partner del Festival del Cinema di Venezia.
“Oggi vogliamo farvi vivere la magia del backstage” ci spiega Simone. La modalità è diverte, un edutainement in cui ognuna di noi ha uno spazio beauty con i prodotti da testare, uno specchio, e un monte di salviettine struccanti .  Ci viene spiegato passo dopo passo la corretta applicazione dei prodotti per realizzare un certo tipo di make up. La doverosa premessa è che io non sono una beauty blogger, perciò il mio punto di vista è quello di una donna normale che ogni santo giorno è alle prese con il trucco per cercare di rendersi presentabile in tempi strettissimi. Aldilà della mia innegabile incapacità con tutto quello che è manuale, sono riuscita a realizzare un trucco tutto sommato niente male e l’ho rifatto da sola a casa in meno di 10 minuti. Ma ecco che cosa ho imparato:

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Future is Everyday

Ultimamente mi arrivano, per ragioni di lavoro, commenti e impressioni sul rapporto tra moda e tecnologia. E tutti propendono in modo decisamente categorico verso l’assoluta indissolubilità della liaison.

Come dar torto a questa visione? Dopo tutto io ne sono un esempio lampante: prima del web, prima dei blog, prima dello streaming, la moda e la sottoscritta non si conoscevano. Ora viviamo una relazione tormentata, fatta di lunghi silenzi, canti armoniosi o urla impazzite, ma, almeno, sappiamo chi siamo, reciprocamente.

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How not to be a tourist ( in Milano)

Guardatevi questo sito geniale” How not to be a tourist”. E’ una guida semiseria su come non essere scambiati per turisti nelle varie capitali del mondo. Se a Parigi dovete evitare di salire sulla Torre Eiffel e a Londra stare lontani come la peste dal museo delle cere di Madame Tussaud vi chiederete cosa fare e non fare a Milano.  Io  mi sono divertita a stilare un elenco + qualche consiglio di stile per essere scambiati per milanesi doc. Nel dubbio vale la pena seguire “101 cose da non fare a Milano”: un blog della Madonnina.

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