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Mariù de Sica: dal cinema alla moda senza passare dal set

Mariù de Sica ha un progetto: creare abiti per far sentire le donne speciali. Che poi una donna speciale mica è per forza una donna nota. Anche se lei un paio di ispirazioni importanti me le ha citate. Definisce i suoi abiti calmi, sicuri e femminili, si ispira alle grandi icone come Sophia Loren, ma anche alle giovani attrici come Alba Rohrwacher. Ha un cognome importante, ma sembra non pesarle. Mi sono piaciuti i suoi capi così uber femminili, portabili, ricercati, semplici come solo le cose eleganti sanno essere, così l’ho intervistata. Ecco cosa ho scoperto di questa giovane, talentuosa donna.

MARIU' DE SICA FW15-16 collection (11)
Mariù de Sica è un progetto che hai avviato assieme al tuo compagno qualche stagione fa: cosa ti ha spinto ad entrare nel magico mondo della moda?
Volevamo metterci in gioco. Abbiamo un desiderio che è quello di poter vedere realizzate le nostre speranze. Per me poter vestire le persone mi soddisfa,mi entusiasma. Ed insieme abbiamo la voglia di costruire qualcosa di concreto,qualcosa che perduri,che si posso un giorno tramandare… Abbiamo unito i sogni,tutto qua.

Se dovessi definire i tuoi abito con tre aggettivi quali sceglieresti?
I miei abiti sono calmi, sicuri e femminili.

Hai un modello di donna in mente quando disegni?
Penso alle donne eleganti del passato come Sofia Loren ma immagino anche giovani attrici del momento come Alba Rohrwacher ,Marion Cotillard due donne dallo stile molto riconoscibile,assolutamente attuali ma che ricordano una femminilità passata.

Oggi, quale è il valore di un capo “ made in Italy” e perché una ragazza decide di acquistare un tuo abito?
Se decidi di acquistare un mio capo è perché decidi di assaporare una storia,una storia italiana che nasce dalla tradizione ma che mira ad essere universale. È il desiderio di indossare una capo pensato e prodotto in Italia per essere orgogliosi e consapevoli che il nostro paese ancora adesso è capace di raccontare…

Quanto contano per te i tessuti e come li scegli?
Per me tutto nasce da lì… Il mio iter progettuale è un po’ diverso dal classico percorso. Molti designer partono da un mood,un idea che  sviluppandola poi trova la sua forma finale attraverso il tessuto. Per me invece va al contrario, tutto nasce dai tessuti,da lì poi tutto prende forma e cresce.
Si crea un rapporto molto personale tra me e loro: tutto è basato sul tatto,cosa fondamentale per me. Ho la mania ,se possiamo così dire,di toccare, accarezzare,sentire se è confortevole. Anche per questo i miei tessuti sono tutti italiani: ci sono regioni qui in Italia che producono dei tessuti magnifici,interessanti dal punto di vista della “costruzione” e sublimi nel tatto.

Porti un cognome importante: è stato un aiuto o un compagno ingombrante nella tua affermazione come stilista?

Nessuno dei due. Il mio cognome porta avanti una storia molto Italiana ma legata al cinema. Che si certo,è una forma di arte,ma nessuno della mia famiglia si è mai cimentato nella moda fino  adesso.

Non ho nessuna difficoltà ha vivere con il mio cognome: è la mia famiglia. Non trovo nessuna differenza, può esserlo a gli occhi degli altri, posso comprenderlo,ma per me la mia famiglia è uguale a tutte le altre. Non credo che questo possa creare problemi nella realizzazione e affermazione del mio lavoro.

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Italian fashion journalist. Blogger @fashionblabla. Founder of #fashioncamp.

  • Una bella collezione. Concordo con lei sull’importanza del made in italy e dei tessuti e su ciò che possono far scaturire. Saper scegliere la fantasia del tessuto e la fibra stessa è quasi più importante della linea del vestito. Su di esso si crea uno stile sul quale vanno ad abbinarsi tutti gli accessori e una buona fibra naturale è sinonimo di naturalezza sulla pelle e sul corpo

    http://www.salt-eco.com/blog/