Stabole. L’idea di una borsa ubriaca.

Si narra che il vino sia vita. Si narra che il vino sia il nettare degli dei, bevanda che sorregge gli animi, aiuta il cuore e offusca la mente e i suoi pensieri cattivi.

Ma che il vino potesse essere la chiave di una collezione di moda, questo non lo aveva ancora detto nessuno.

Ed effettivamente, per quanto strano e inconsueto ci pare, il risultato sembra essere un perfetto matrimonio tra gli accessori più amati delle donne ed uno dei più importanti simbolismi del made in Italy nel mondo.

Ed è così che il brand Stabole si fa spazio nell’universo Moda. Una linea di borse affogate nel vino, composta da dodici pezzi dalle linee pulite e realizzate in pelli di vitello craquelè, a cui si aggiunge una capsule collection di altri sei pezzi in pelle di vitellino lucido ed ecologicamente sostenibile. Affogate nel reale senso della parola, perchè l’idea del designer Lorenzo Pezzi, non si limita solamente ad una ispirazione, ma ad un vero e proprio stato d’ebrietà. Ogni singola borsa viene tuffata nel vino, per essere trattata con i residui della vinificazione e vestirsi di toni di colore caldi, vissuti, morbidi, vellutati. Come la sensazione di un sorso di vino rosso che ci scalda il cuore e le mani in una fredda giornata d’inverno.

 

Ma non è finita qui. Come la nostra cultura enologica insegna, la degustazione di ogni borsa è accompagnata da una scheda stampata al suo interno e compilata a mano che riassume la tipologia di vino utilizzato e la sua gradazione alcolica. Una collezione di borse a denominazione di origine controllata e garantita, DOCG come si suol dire.

Del resto la parola “vino” deriva dal sanscrito, in cui significava “amare”. Ed è facile amare queste borse, il loro significato e la loro sartorialità affidata alle mani di sapienti artigiani che ci permettono finalmente di affogare i nostri dispiaceri nell’alcool senza il rischio di una sospensione di patente per stato di ebbrezza.

 

Laura D. Pernicano