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#mobilesurvive: sopravvivere un giorno con uno smartphone

 

Si può sopravvivere per un giorno senza soldi? Intendo senza contanti.  Ma con uno smartphone NFC che ti permette di pagare tutto, dal caffè ad un taxy, da un abito a un frullato, da una farmacia a un supermercato?  Questa è stata la sfida che Marco Zamperini e io abbiamo accettato per il lancio del progetto #mobilesurvive realizzato da Banca Mediolanum per  provare il futuro dei pagamenti.

Non preoccupatevi, non vi tedierò con cose troppo tecniche. Questo è il video della nostra giornata in cui abbiamo davvero fatto tutto quello che vedete. Ma voglio raccontarvi nel dettaglio come è andata, perchè oltre ad essermi divertita parecchio, ho scoperto qualcosa che vorrei continuare ad utilizzare tutti i giorni.

 

Provate solo ad immaginare la bellezza di non dover girare più con carta di credito, bancomat, altra carta di credito. Portafoglio gigante che ingombra e inibisce l’uso delle splendide clutch, tanto per dire. E io che mi dimentico i pin, perchè l’età avanza e i miei pin e password sono decisamente troppi. Ecco,  questo mi è stato possibile per un giorno in cui abbiamo testato l’utilizzo dello smartphone per pagare qualunque cosa. Meglio se sotto i 25 euro perchè in questo caso non serve neanche il pin, basta avvicinare il telefono al terminale di pagamento.  Io sono riuscita a prendere un caffè, spostarmi con un taxi, acquistare una t-shirt, regalare dei colori ai miei bimbi. Solo col telefono. Certo all’inizio lo sconcerto dei commessi è palese. In molti mi hanno detto che non potevano farlo, altri pensavano di non poterlo fare e quando hanno scoperto che invece il paypass che avevano lo permetteva sono stati felici e curiosi, come il tassista che mi ha tenuta lì venti minuti perchè aveva finalmente scoperto cos’era “sto  benedetto paypass” con cellulare che gli chiedevano spesso i turisti. In una nota libreria mi hanno chiesto se era una candid camera. Mentre al supermercato sotto casa erano già piuttosto sgamati.

Questa cosa per me ha un senso intanto perchè tutti i pagamenti sono tracciabili e quindi l’evasione fiscale diventa parecchio più complessa, ma dicevamo con Marco, posso anche caricare dei soldini per mio figlio che così non se ne va in giro con il cash e, ultimo ma non da ultimo, controllare come li spende. Ha un senso perchè mi semplifica la vita e da donna multitasking qualsiasi cosa mi semplifica la vita è una benedizione.

Certamente, come ha spiegato bene Carnevale Maffè durante il Mediolanum Innovation Forum, un importante evento in cui c’erano tutti i capoccia dell’economia e della telefonia e in cui io mi sentivo tipo Becky  di” I love Shopping” quando durante la riunione finanziaria continua a pensare alla sciarpa in saldo,  il vero nodo dei pagamenti tramite dispositivi di questo tipo sta nel valore delle informazioni che vi passano attraverso. Nella profilazione dell’utente che in cambio dei suoi dati potrà avere sconti, offerte personalizzate, proposte mirate. E chissà che in un futuro non troppo lontano, non potremo pagare con un tweet….

E’ il futuro, ma un futuro che è già qui.

 

Nel video indosso gonna, chemisier e sandali L’Autre Chose. Gli occhiali sono UP NEXT, i gioielli Trifari vintage.

Italian fashion journalist. Blogger @fashionblabla. Founder of #fashioncamp.

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