Livorno, dissacrante e cool fra mare moda e arte
In questa Italia sazia e annoiata, noi che abbiamo mantenuto intatta la nostra curiosità, siamo ancora in cerca di intuizioni e barlumi che ci facciano sperare in un nuovo rinascimento italiano.
Già capaci del primo rinascimento, viviamo nella sua rendita da 600 anni ma siamo certi che prima o poi rinasceremo ancora ma quando e da dove?
Io ho intravisto già da qualche tempo qualche segno in Toscana, ancora una volta, quella Toscana che, densa di bellezza sia naturale che di opera umana vive ancora di entusisamo.
Firenze ca va san dire ma la novità assoluta l’ho vista in una città ancora poco nota ma che scalcia per emergere, Livorno, città di mare, bellissima e indolente, come solo le città di mare sanno essere, ma che mantiene, fedele alla sua storia, una personalità dissacrante e innovativa. Livorno è l’umanità che ha ancora voglia di confrontarsi e che, per farlo, spesso sceglie l’ironia, quell’ironia che, siamo certi, potrà salvare il mondo.
Ho fatto un giro guidato della città con una mia amica meravigliosa, livornese ma anche apolide e giramondo, una fantastica donna di origini libiche, raffinatissima creatrice di gioielli e, insieme a lei, ho scoperto gente bella e sorridente, generosa di sorrisi e di storie, ho girellato nelle sue zone più nascoste, dall’enorme spazio aperto del suo lungomare alle stradine del centro e ho scoperto piccole perle di meraviglia e operosità.
Milchstrasse, concept store dal 1979, a dispetto di chi sostiene che il primo concept sia nato a Milano negli anni ’90. Un negozio bellissimo, un po’ british un po’ buttero, con una grande personalità toscana dove Susanna Pensabane da sempre seleziona il meglio delle collezioni internazionali e, dove lei, vicino a capi di Paul Smith e Kenzo abbina le ultime creazioni di stilisti sconosciuti.
#nonvedolora: la campagna che ha bisogno dei nostri Tweet
Avevo sempre sentito parlare della Giornata Mondiale della Vista, ma non sapevo che cadesse ogni secondo giovedì di ottobre. E, se il calendario non mente, oggi, 11 ottobre 2012, è il secondo giovedì del mese più autunnale che ci sia e, di conseguenza oggi è la Giornata Mondiale della Vista.
Da profana delle ricorrenze quale sono, nel mio piccolo, però, cerco di dare importanza alle iniziative e ai momenti dedicati alla prevenzione e alla sensibilizzazione verso problemi che, troppo spesso, non teniamo sufficientemente in considerazione.
Volentieri quindi lascio spazio alla promozione della campagna che quest’anno CBM Italia, una ONLUS impegnata nello sconfiggere le forme di cecità evitabile nei paesi del Sud del Mondo, organizza in occasione di questa importante ricorrenza. E, per dare voce a chiunque voglia supportare il suo impegno che ogni anno salva dalla cecità milioni di persone altrimenti costrette al buio, CBM ha scelto Twitter.
Quando il gusto per l’Arte si intreccia con il Design: l’Atelier di Gianluca Saitto
Nel rinomato quartiere milanese di Brera c’è un angolo dove l’eleganza è senza tempo e l’arte del passato si fonde armonicamente con le linee dei giorni moderni: è l’Atelier di Gianluca Saitto. Mi ha molto colpito, soprattutto per quell’atmosfera accogliente e sofisticata allo stesso tempo. Entriamo insieme a scoprirlo più da vicino.
Un Atelier dove richiami del passato giocano e si intrecciano con linee moderne e la creatività di un Couturier d’eccezione, Gianluca Saitto. A cosa ti ispiri nella creazione delle tue collezioni?
L’ispirazione per una collezione può arrivare da tante cose: un viaggio, una mostra, una sensazione, un incontro con una persona. Insomma la vita stessa è un bacino immenso di ispirazioni e di esperienze che le producono.
Nello specifico, la collezione autunno inverno di quest’anno sarà ispirata alla Cina e alle corazze dell’esercito di terracotta: tagli simmetrici, molto definiti, strutture geometriche che rimandano ad elementi architettonici e ad elementi della iconografia classica della Cina, mixati con una visione contemporanea e molto personale delle forme e dei modelli che amo definire “dinamismo statico”.
Non mi piacciono le “parah-cule”
Due giorni fa la consigliera regionale, ex-igienista dentale, Nicole Minetti ha sfilato in costume da bagno per il marchio di beach wear e intimo Parah. Il comunicato stampa ufficiale del gruppo dichiara che la controversa consigliera, forse dimissionaria ( ricordiamo che Nicole Minetti aveva dichiarato in un’intervista a Vanity Fair: “Piuttosto che prendere un vitalizio dalla Regione Lombardia mi dimetto il giorno prima che scatti il diritto, il prossimo ottobre. Giuro”) , è una testimonial scelta perchè “fa parlare”. Ho sempre pensato che il testimonial di un brand dovesse rappresentarne i valori. E io i valori di Nicole Minetti non li sposo. Trovo francamente di cattivo gusto che una figura istituzionale, pagata con i soldi dei cittadini ( quindi con i nostri soldi) occupi il suo tempo a mostrare le sue procaci nudità in passerella al posto di sgobbare sui moltissimi problemi da risolvere in regione. Vorrei che un’intera classe politica fosse rottamata e vorrei vedere un atteggiamento diverso da una donna che, non solo non è stata eletta, ma rischia di godere del vitalizio, mentre la nostra pressione fiscale è alle stelle e non ci sono soldi neanche per la carta igienica nelle scuole pubbliche. Non posso fare a meno di ricordare le intercettazioni in cui parlava di “gasare le ragazze prima degli incontri in villa” ( la villa è quella di “loveofmylife” Mr.Silvio Berlusconi). Io sono una signora nessuno, ma ho un grande potere da consumatrice. Il potere di scegliere cosa comperare e cosa no. E dubito fortemente di volere dare dei soldi a chi si lega all’immagine di una casta che ha portato questo paese alla deriva e che, non soddisfatta del moltissimo preso, non ha neanche il buon gusto di coprirsi quel poco di dignità che le resta.
Storie di donne
Ricchi si diventa, eleganti si nasce, questo quanto pensava Honorè de Balzac. Credo che l’eleganza sia anche e soprattutto, la manifestazione “visiva ed evidente” di una intelligenza viva, e non parlo di cultura, né di bellezza o sofisticatezza, ma di qualcosa di assolutamente più sottile e poco tangibile, parlo di garbo, di movimenti, di sorrisi, di sguardi, espressioni magnetiche, idee, e parlo di Coraggio. Penso a tre donne che hanno pensato alle donne , tre volti di una storia recente, tre miti che con la sola forza delle loro idee unita a lungimiranza e un incredibile spirito imprenditoriale, hanno fondato degli imperi ancora oggi solidi: una italiana, Luisa Spagnoli, una francese Coco Chanel ed una emigrata nel mondo Helena Rubinstein.









