Pinko Loves Ethiopia: il party per la nuova Pinko Bag
Ve le ricordate le Pinko Bag che hanno spopolato negli anni 90? Ecco, sono tornate, ma in una veste decisamente nuova e molto etica. Per il lancio della collezione è stato dato un party favoloso durante la Milano Fashion Week e tutte le foto che vedete fanno parte della vernice, animatissima. Si è trattato di un evento diversamente glam, Pinko Bags for Etiopia portano infatti un messaggio nuovo, per una moda etica e non solo estetica.
Essere giovani donne a Tokyo. Oggi.
Oggi inaugura la mostra della fotografa giapponese Inbe Kawori già nota nel suo paese e soprattutto nei social network.
Inbe con l’obiettivo scava nell’anima dei suoi modelli: solo donne. solo giovani. solo di Tokyo (in questa mostra). E attraverso loro – e se stessa- ci racconta costumi, visioni e perversioni. Dal “Kigurumi” ovvero l’usanza di uscire in pigiama o travestiti fino al fenomeno dell’Hikikomori ovvero l’isolamento dal mondo. Unico collegamento il web.
Quando il web fa sognare: il nuovo progetto Geox Amphibiox
Il nuovissimo progetto di comunicazione crossmediale di Geox è tra i più belli che abbia mai visto. Interattivo, multimediale, ad alto budget, esperienziale, con un utilizzo fortissimo del video. E che mantiene il focus sul prodotto pur raccontando (anche) qualcos’altro. Aggiungo che la fortissima dimensione filmica lo rende godibile più volte. Io da ieri sera lo guardo e lo riguardo perchè per me è il primo così forte che incontro e credo sarà un buon esempio per chi davvero vuole investire in maniera articolata sui nuovi mezzi di comunicazione ( altrochè banner gente, open your mind!). L’occasione è stata creata per il lancio delle nuove calzature da città AMPHIBIOX. Grazie a un uso pionieristico del mezzo digitale, Geox ha lanciato sul proprio sito internet un esperimento interattivo che offre agli utenti la possibilità di calarsi nel luogo più piovoso del pianeta, il villaggio di Cherrapunjee, nel nord dell’India. Guardatevi il video, prima di continuare a leggere…
Fashionbloggers: le nuove icone pop?
Ci hanno definito in molti modi, non tutti lusinghieri. Le fashionbloggers spesso tacciate di superficialità, poca dimestichezza con la lingua italiana, interessi vacui e poco approfondimento. Eppure. Lasciando da parte l’acrimonia e le dovute distinzioni ( non tutti i giornalisti sono uguali giusto? non tutti i neurologi hanno le stesse caratteristiche.. ) una sezione sempre più ampia di persone, la gente della strada la chiamo io senza alcuna spocchia, ci guarda con attenzione. ( penso a mia madre che mi dice “non li compro più i settimanali di moda, tanto ho già letto tutto sui vostri blog”). Non soltanto legge quello che scriviamo, il nostro punto di vista, ma osserva ogni accessorio, abito, make-up che rimbalza da instagram a facebook per approdare, talvolta, sulla pagina del blog. Apprezzando, talvolta, o criticando salacemente. Non perchè siamo delle strafighe, anzi è proprio la normalità dei corpi e della vita che permette il processo di identificazione. Per questo mi è particolarmente piaciuta l’idea di Zanellato: usarci come testionial pop. Pop significa popolare, per tutti.
Capsule – Noire Rockstud collection.
Sempre più spesso ci rincorriamo nei dizionari della moda, alla ricerca dei significati di neologismi. Ora, CAPSULE, non è un neologismo, ma pochi sanno, che grandi brand e maison di moda, investono sempre più tempo e denaro in queste collezioni. Una capsule collection, per intenderci, è una mini collezione a cavallo tra le collezioni delle due classiche stagioni, Autunno- Inverno e Primavera – Estate. Essendosi conclusa da pochi giorni la Settimana della Moda Milanese, che si colloca a metà strada tra la prina a New York e l’ultima a Londra, ( al momento si sta sfilando sulle passerelle parigine) abbiamo a disposizione tantissime new entries, soprattutto negli accessori (per i quali, sapete bene, potrei morire!) .








