Per i tuoi larghi occhi -capitolo cinque-

Comincia così il racconto di Elisa. La sua attesa, i giorni a disperarsi. E come ne sia uscita, con una nuova corazza, nuovi sogni e un senso di vendetta a pomparle il sangue nel cuore. Niente più amore, per carità. Lei sa che, con chiunque altro, lei sarebbe come lui è stato. E non ce la fa. Moralmente, non ce la fa.
Via via che le sue parole scorrono insieme ai giorni bellissimi e falsi, alle promesse marce, ai vuoti di senso, ai cieli d’amore crollati d’improvviso, capisco perché è qui.
«Tu vuoi che io ti vendichi.»
Per i tuoi larghi occhi -capitolo quattro-

Ma tu guarda, chi l’avrebbe detto? Nella sera del mio peggior fallimento sentimentale, una cameriera folle suona al mio campanello, la invito a salire per un caffè e ora stiamo ridendo sedute al tavolo della mia cucina.
Per i tuoi larghi occhi -capitolo tre-

Delle ore successive non ricordo nulla. Il palmare dice che avevo due incontri, anche importanti. Magari ci sono stata. Forse sono stata il convitato di pietra al capo del tavolo, pronta per trascinare chiunque dicesse di no dritto all’inferno. O magari una collega, una segretaria, una cliente mi ha letto in faccia e ha avuto pietà della mia desolazione emotiva.
Per i tuoi larghi occhi -capitolo due-

Quella sera, che fuori tutto sudava e io ero ghiacciata dentro, come morta. Una telefonata di pochi minuti, nel pomeriggio. Io davanti a un’insalata appassita e lui che attacca un monologo hitleriano su quanto sia sbagliata questa situazione e quanto lui non sia pronto e quanto gli dispiaccia farmi del male e come l’illuminante certezza dell’errore lo costringa così, a una ritirata su un piede solo.
Per i tuoi larghi occhi

Sarebbe stata la scopata perfetta, quella che non saremmo mai stati in grado di descrivere a parole a nessuno, nemmeno a noi stessi. Ne avremmo conservato le sensazioni a lungo, sotto la pelle.


