Beata ignoranza

FashionBlogger e Bucce di Banana

Se eravate davanti a TG2 Dossier sabato sera sapete di cosa parlo, altrimenti riguardate il servizio a questo link: mica che vi perdiate le perle di saggezza di Filippo Fiora. Ovviamente, vista la mia Beata Ignoranza, non sapevo nemmeno chi fosse questo Fiora prima di vederlo intervistato da Mariella Milani in questo interessante servizio sull’ondata “democratizzante” che sta travolgendo la moda. Faccenda sempre spinosa, la democrazia.

 C’è di buono che appena Filippo Fiora è apparso davanti alle telecamere di Rai2 ho tirato un sospiro di sollievo: dopo l’illimitato cattivo gusto dei Fashionblogger maschili d’oltreoceano (leggi: BryanBoy), in Italia ce la caviamo abbastanza bene con l’immagine, non c’è che dire. Filippo è belloccio e benvestito, fa la sua figura. Peccato che poi cominci a parlare.

Ma uno può dire, soprattutto in questo momento storico (ma in qualsiasi momento storico, in effetti), che essere FashionBlogger è un duro lavoro? A parte l’impudenza di non accennare nemmeno per sbaglio alla fortuna di essere retribuiti per soddisfare la propria passione, ma cosa ne dite di proporre a Fiora di andare a farsi un giro in catena di montaggio a Mirafiori? Col papillon e tutto, s’intende, mica da snaturarlo troppo. Non dico a sudare in miniera, a cambiar le padelle agli allettati, a sturare i cessi o a tirar l’asfalto sotto il sole d’agosto: dico solo “Mirafiori”, giusto per toccare un tema caldo, anzi, bollente di questi giorni.

Con il 28,9% di disoccupazione giovanile, cosa direbbe Filippo Fiora se gli consigliassimo di baciarsi i gomitini e fare il suo lavoro in grato silenzio?

Per non parlare di quando racconta dell’effetto a tratti terapeutico per i suoi followers: che di gente incompetente ce n’è tanta, ma di gente che si attribuisce meriti o capacità che non ha c’è pieno il mondo. O stiamo usando a caso la lingua italiana, come al solito, o spero vivamente che chi abbia bisogno di trattamenti “terapeutici” si compri un cane o si rivolga ad amici, genitori o professionisti preparati: anche al prete, se proprio non ha niente di meglio sotto mano. Ma non a un selezionatore di papillon e mocassini

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I sogni dei ragazzi si stanno già squalificando e degradando a sufficienza, senza che ci sia bisogno di creare confusione ulteriore tra i referenti sociali che possono avere nella realtà, per la miseria: un po’ di decenza.


È una delle figlie del Barone Rampante, quella nata il 28 Giugno 1974 sul ciliegio. Blogger, ha due libri e diverse collaborazioni all’attivo. Non sa nulla di moda.

Comments (1)

  • Santissime Parole!!! Complimenti, bell’articolo, condivido ogni singola parola!

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